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1 Nacque il 23 Dicembre 1790, a Figeac, Quercy, in Francia, quasi fosse un regalo dal cielo... In rue de la Boudousquairie fu l'ultimo di sette figli di Jacques Champollion, libraio, e di sua moglie, Jeanne Françoise. Fin da subito spiccatamente precoce, a cinque anni imparò a leggere da solo utilizzando i libri della libreria paterna. In seguito provvide alla sua prima educazione scolastica, il fratello maggiore,Jacques Joseph (1778-1867). Ad appena 10 anni si recò al Liceo di Grenoble, ove stupì gli ispettori generali, traducendo alla perfezione, i versi più difficili di Virgilio e Orazio. Durante quegli anni di Liceo studiò l'ebraico, l'arabo, il siriano, l'aramaico. Nel 1804 egli analizzò l'etimologia ebraica dei nomi della Bibbia, nel 1805 imparò la lingua etiope e la copta. Nel 1807, lascia il liceo e presenta il suo saggio di "descrizione geografica dell'Egitto prima della conquista di Cambyse, davanti all'Accademia delle Scienze e delle Arti" che lo giudicò degno di essere accettato presso l'Accademia. |
Thot"Signore della scrittura"e"Signore delle parole divine" |
3 Dal 1809 al 1810, Champollion, proseguì i suoi studi parigini alla Scuola speciale di lingue orientali e al Collegio di Francia, ove seguì dei corsi di sanscrito, cinese e di persiano. Nel 1810 a soli 20 anni è Dottore in lettere e insegna già da due anni alla Grenoble Academy. Nel 1812 sposò Rosine Blanc, dalla quale ebbe 12 anni più tardi una figlia, Zoraide (1824). Il suo vibrante interesse per l'Egitto antico, intanto, non faceva che crescere. Nel 1814 pubblica i due tomi de "L'Egitto sotto i Faraoni". Approfondì l'uso della lingua copta, già sapendo che per il suo lavoro sui papiri antichi, sarà fondamentale l'uso di questa lingua. Nel 1915 è la volta di un Dizionario e una Grammatica Copta, ma i suoi lavori non sono ancora accettati dall'Istituto.(Verranno pubblicati in seguito dal fratello, dopo la morte di Champoillon). |
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2 A parigi, si consacra allo studio dei geroglifici, lavora alacremente su una copia della "stele di Rosetta". Una spessa pietra in basalto, ritrovata a Rashid (Rosetta) nel Basso Egitto, durante la campagna napoleonica egiziana, sulla quale era riportato un decreto di Tolomeo V del 196 a.C. in tre differenti lingue: greco, egiziano geroglifico e demotico (tarda grafia corsiva). Nel frattempo, nel 1821 la svolta decisiva, la decifrazione del nome di Tolomeo su un cartiglio, e sull'obelisco di Philae, trasportato in Inghilterra da Giovanni Belzoni, riconosce il nome di Cleopatra, riuscendo ad attribuire i valori alfabetici degli 11 segni: 7 consonanti e 4 vocali. Furono queste le iscrizioni che permisero a Jean-François Champollion nel 1822 di decifrare le forme geroglifiche. Infatti, il 14 settembre del 1822 ebbe una folgorante intuizione che gli fece esclamare: "Ho la chiave in pugno!". Subito dopo aver pronunciato queste parole svenne e rimase incosciente per cinque giorni. Individuare la chiave di lettura della misteriosa scrittura egizia, scrittura che fu al tempo stesso disegno, suono e simbolo.... Per lui, significò realizzare il sogno della sua vita.
Il cartiglio di Cleopatra |
La stele di Rosetta
Kom-ombo (foto Sulan)
5 Tornerà dalla missione con un'enorme numero di dati raccolti, note, testi, documenti... (che Rosellini pubblicherà per lui, ormai postume). Al suo ritorno, fù fatto membro della Accademia delle Iscrizioni, nel 1831 presiederà la cattedra, creata appositamente per lui, di Storia e archeologia Egiziana. Morirà di attacco apoplettico, il 4 Marzo 1834. |
4 Suo fratello Jacques-Joseph, divenuto segretario di Napoleone, perora la sua causa, ma la disfatta di Waterloo e la caduta dell'Impero, obbligano i fratelli Champollion a lasciare Grenoble. Così il 27 Settembre 1822 espose la sua straordinaria scoperta a un' assemblea straordinaria dell'Accademia, pubblicando il seguente anno "Il Panthèon Egiziano", e nel 1824 "Précis du système hiéroglyphique. Pur avendo simpatia per i repubblicani, guadagnò il patronato monarchico Francese, potendo visitare collezioni museali al di fuori dalla Francia, inviato dalla sponsorizzazione Reale in missione a Torino, Livorno, Roma, Napoli, e Firenze. Studiò in tutti i musei, e le biblioteche i papiri, gli obelischi e le collezioni riportate dalla spedizione di Bonaparte. Su sua domanda, il Re, Carlo X, accettò la collezione di antichità egiziane dal console Henry Salt. Nel 1826 venne nominato "conservatore" della sezione egiziana del Museo del Louvre, organizzando corsi gratuiti e pubblici di archeologia. Nel 1828/29, s'imbarcò per per una spedizione che lo portò nei 18 mesi seguenti nella valle del Nilo, accompagnato dal suo prezioso pupillo, Ippolito Rosellini (1800 - 1843), futiro fondatore dell' Egittologia in Italia.
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